Gay & Bisex
lA PRIMA VERA GIORNATA DI CALDO
03.07.2014 |
10.885 |
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"Cazzo se mi stava piacendo, io che ero sempre stato abbastanza pudico, che non apprezzavo più di tanto l'esibizionismo, che preferivo il sesso tranquillo nel confort di una camera, ero lì, su..."
La prima vera giornata di caldo. Luglio, inaspettatamente impreparato ecco arrivare la prima vera giornata estiva. Il pomeriggio al mare al Lido di Dante aveva dato risultati superiori alle più rosee aspettative, non solo caldo, mare pulito e tanti corpi nudi esposti al sole, ma anche Guglielmo. Che nome strano, avevo pensato tra me, mentre guardavo il suo corpo incurante del fatto che stessi conversando con lui. Bello, fisicamente piazzato da palestra fatta qualche tempo fa, pelo rasato a maggio, occhiale rigorosamente firmato. In un'altra occasione probabilmente non mi avrebbe considerato mezzo, ma oggi ero tra i più appetibili e quindi dovevo giocarmi bene le mie possibilità. Lo struscio sula spiaggia era continuo e nuvolette di pensionati stazionavano continuamente vicino a noi guardando insistentemente verso di lui. I suoi commenti però mi lasciavano sperare bene. “Mi metti un po di crema sulla schiena?” Quattro parole in croce e già mi sentivo dentro ad un film porno. “Certo, stenditi sull'asciugamano”. La mia esperienza come massaggiatore poteva tornarmi utile. Il tocco leggero e ben calibrato delle mie mani stava dando buoni effetti. Su di me, accidenti. La mia eccitazione, anche se decisamente nella norma, stava svettando allegramente per la gioia dei guardoni attorno, ma i suoi sospiri mi chiedevano di continuare. “Sei ben protetto adesso” dissi per sbloccare quello che non era più ne un massaggio ne una stesura di crema. “Grazie, stavo godendo come un riccio”. Frase da non dire ad uno arrapato come un cinghiale che si stà lavorando schiena gambe e glutei di un bonazzo inerme. “E' piaciuto anche a me” la risposta più stupida che potevo dare, ero a cavalcioni su di lui a cazzo dritto e senza la possibilità di nascondermi. “Vedo. Mettiti giù che ti do un po di crema anche io”. Steso a pancia in giù con l'uccello che premeva contro la sabbia aspettavo il tocco delle sue mani quando la sua voce coprendo il rumore tutto intorno disse “girati”. Era strano trovarsi così, eccitato, con decine di occhi che guardavano la scena, steso su una spiaggia senza potersi nascondere, un torello che doveva spalmarmi la crema e invece si stava lubrificando il culo, le onde, il sole. E ritrovarmi dentro di lui. Cazzo se mi stava piacendo, io che ero sempre stato abbastanza pudico, che non apprezzavo più di tanto l'esibizionismo, che preferivo il sesso tranquillo nel confort di una camera, ero lì, su una spiaggia con gente attorno, con un bell'uomo che stava cavalcando la mia virilità senza preoccuparmi di quello che c'era intorno. Troppo preso nell'assaporarmi il turbinio delle senzazioni, non avevo dato peso ai gesti che faceva, salvo ritrovarmi nell'ombra creata da due corpi. Da sotto lo spettacolo non era male, vedevo il suo corpo peloso ed abbronzato che gestiva la scopata e due cazzi che a turno scomparivano nella sua bocca. “Dobbiamo dargli la crema” furono le ultime cose che potei sentire prima di essere investito da gocce e schizzi di sborra. Ormai travolto dalla situazione ho avuto anche io un orgasmo quasi in simultanea. Guardandomi attorno mi sentivo trafitto da chi schifato guardava gli orgasmi dei due perfetti sconosciuti che mi stavano colando via e l'altra parte che avrebbe voluto trovarsi al mio posto e lanciava occhiate di consenso ed invito ad appartarsi. Un bagno rinfrescante e ristoratore era la soluzione più indicata. spiaggia estate sesso all'aperto voyeurismo crema solare scambio di ruoli orgasmo simultaneo pubblico
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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